Una cosa è certa: quando pensate di aver capito cos’è
esterni, esterni vi sorprenderà con una nuova definizione di sé.
Ma se è la capacità di re-inventarsi che rende unica esterni,
è possibile tuttavia trovare in ogni evento che esterni organizza
l’idea che in-forma, il codice chimico che vive al di sotto delle
manifestazioni: secondo le parole di chi l’ha inventata, “l’attività
di esterni coinvolge diversi aspetti della cultura e della comunicazione;
privilegia la centralità dell’uomo, l’aggregazione e
l’utilizzo di spazi pubblici, patrimonio esclusivo della collettività”.

Suo obiettivo è quindi creare luoghi di incontro, fisici più
che virtuali, dove ascoltare, guardare, parlare, mangiare, bere, uomini,
donne.
Il
Milanofilmfestival è giunto all’ottava edizione. Nella cornice
del teatro Strehler, continua a proporre lo sguardo minoritario di chi ha
scelto di raccontare il mondo dal proprio punto di vista. Con il
Salone
dell’Arredo Urbano, esterni sfida l’interior design sfrattandolo
di casa e gettandolo in strada, coinvolgendo in un progetto di ri-disegno
la città intera. E nella sua
sede di Milano, incontri e proiezioni
cercano di riabilitare umane funzioni dimenticate, come la capacità
di stupirsi e di meravigliarsi di fronte al diverso.
esterni (sempre con la e minuscola, ci raccomanda
Lucio Luzo Lazzara, responsabile
dell’immagine) ha contattato Oz per riorganizzare e ridisegnare tutti
i suoi siti, a cominciare da quello istituzionale. Il progetto si è
articolato quindi in tre grandi siti (
esterni.org,
salone arredo urbano,
milanofilmfestival.it, quest’ultimo in divenire) e in alcuni
minisiti
dedicati a particolari proposte di esterni come a esempio la distribuzione
di film in dvd.

La progettazione dei siti ha coinvolto da una parte Oz, dall’altra
esterni nelle persone di Lorenzo Castellini, Beniamino Saibene, le menti
dietro l’intero progetto, e Paola Pescetelli, responsabile della comunicazione.
Poiché esterni non disponeva al suo interno di competenze specifiche
nella comunicazione via internet, Oz si è assunta il compito di definire
lo spazio e i confini dell’informazione e la responsabilità
di strutturare la complessa identità di esterni.
Primo punto: mantenere, attraverso i diversi siti, un’unità
di grafica e struttura che evidenziasse l’organicità di esterni;
ricercare quindi un palinsesto da declinarsi secondo le esigenze, ma che
reggesse l’intero complesso di siti e che diventasse presto familiare
all’utente accompagnandolo di sito in sito. Secondo punto: liberare
l’informazione da orpelli e distrazioni, rinunciando ad animazioni
e suoni per velocizzare la navigazione e per condurre l’attenzione
dell’utente direttamente dove è richiesta. Terzo punto: non
c’è stato il tempo per un terzo punto.
Il risultato, a oggi, è un insieme di siti strettamente collegati,
di facile accesso (con la possibilità, a esempio, di aumentare il
corpo del testo), flessibili nell’aggiornamento. Fateci un giro: noi
crediamo di essere riusciti a rappresentare quello che esterni è
oggi senza precluderci la possibilità di seguirlo nelle sue proteiformi
incarnazioni. Per andare dove nessun uomo è mai giunto prima (o almeno
fino alla fermata precedente).