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Il tema dell’usabilità, di cui si parla spesso in questo momento, inaugura una serie di articoli di approfondimento che esulano dai lavori sviluppati da Oz per abbracciare argomenti di interesse più vasto.
Secondo la definizione data dalla norma ISO 9241, l'usabilità è il "grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d'uso".
La normativa si riferisce esplicitamente ai prodotti informatici anche se il concetto è applicato da decenni a qualunque interazione uomo-strumento; pensiamo ai comandi per guidare un'automobile oppure a una semplice maniglia.

La prima interfaccia grafica utente (GUI) fu sviluppata da Xerox nei primi anni ottanta. Furono inventati il mouse ed il sistema "point and click". Un accordo tra Xerox e Apple diede il là allo sviluppo dello storico sistema operativo LisaWorks che utilizzava la metafora della scrivania e del trascinamento degli oggetti.
L'interfaccia dei PC IBM dell'epoca (1981/84) era MSDOS.

Negli anni seguenti si sviluppa un vero e proprio ramo dell'informatica che studia il miglior modo di interfacciare il linguaggio macchina all'uomo. I programmi sono sempre più facili da usare e di conseguenza cresce la loro produttività e la loro diffusione.

Sul finire degli anni '90, in seguito al proliferare di siti web inutlizzabili o semplicemente non funzionanti si comincia a parlare di web-usability. Alcuni consulenti statunitensi assurgono a guru della materia, si dice che Jakob Nielsen fatturi 20.000$ al giorno.
Il metodo teorico per determinare il grado di usabilità è essenzialmente pratico: si osserva l'utente navigare valutandone i tempi di reazione, gli errori di navigazione, i bachi di funzione, il grado di soddisfazione...
Buona parte dell'abilità dei progettisti web sta nel prevenire queste problematiche; ottenere che l'85% degli utenti non incontri grossi probemi di usabilità è considerato un ottimo risultato.

Uno dei problemi principali che si riscontra nel creare pagine web sta nella variabilità di visualizzazione: la stessa pagina su due computer diversi non sara' mai resa in maniera identica.
Senza scendere nei particolari possiamo elencare le principali cause:

  • diverse risoluzioni video
  • diverse profondità colore
  • qualità del monitor e impostazioni personalizzate
  • piattaforma e sistema operativo
  • font visualizzabili
  • preferenze di sistema
  • browser utilizzato
  • versione browser
  • preferenze del browser
  • plug in e player


Un web designer esperto riesce a realizzare siti che siano usabili per la (quasi) totalità degli utenti-target.
Nel suo libro "Siti che funzionano" Sofia Postai sostiene che "Metà del tempo e tre quarti dell'esperienza o bravura di un progettista web vengono spesi per assicurare una certa stabilità di visualizzazione da parte di sistemi diversi."

Non bisogna però pensare che il discorso dell'usabilità sia limitato a errori di compatibilità, per fare un sito a "misura d'uomo" bisogna avere competenze che spaziano dalla percezione visiva al marketing. Bisogna facilitare l'utente nelle sue azioni e interazioni, fornirgli feedback, bisogna creare siti leggeri e progettati per crescere, efficienti e piacevoli.
Se un sito commerciale è poco usabile semplicemente i visitatori non tornano o, nel caso degli e-commerce, non completano l'acquisto.

Jakob Nielsen, anche grazie al suo libro "Web Usability", non è molto amato tra gli addetti ai lavori in quanto oltre a concetti molto interessanti e ampiamente condivisibili ama "dettare" regole ferree e assolutamente discutibili per tracciare la "retta via del webdesign". Ha dichiarato guerra ai frame e ai filmati Flash, vorrebbe che tutti link fossero blu e addirittura teme l'utilizzo della grafica.
Il suo sito USEIT.com è estremamente coerente con questi principi ma bisognerebbe discutere quale grado di efficacia, efficienza e soddisfazione dell'utente possa dare un sito così scarno e spersonalizzato.
A questo proposito segnalo un bell articolo di Umberto Santucci e ne estrapolo un significativo paragrafo:
"Che rapporto c'è fra l'usabilità e l'estetica? E fra usabilità e bellezza e intelligenza? Intanto non è detto che una cosa usabile sia per forza brutta o stupida. E' piuttosto vero il contrario, come ha spiegato bene Bruno Munari già tanti anni fa ("Artista e designer", "Arte come mestiere", ecc.).
Una buona usabilità deriva da un buon progetto e questo è buono se è elegante nelle sue soluzioni.


Per approfondire ulteriormente questo argomento vi rimandiamo ai seguenti siti > www.usabile.it | www.sitichefunzionano.it | www.html.it/usabilita | www.bazzmann.com/usability_it | www.useit.com

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