Google lancia ufficialmente
Knol, una collezione di articoli autorevoli su argomenti di ogni genere.
Esatto, una cosa del tipo
Wikipedia, la più completa enciclopedia redatta dagli utenti di internet.
Ma anche simile a
Mahalo, l'innovativo motore di ricerca organizzato e migliorato da redattori in carne ed ossa.
Un esempio per spiegare concretamente quali siano le differenze tra questi siti: ecco cosa si trova cercando "Stanley Kubrick" su
Google, su
Mahalo e su
Wikipedia. Su Knol non c'è ancora una pagina dedicata alla quintessenza del cinema. In compenso ci sono numerose interessantissime pagine su ogni tipo di malattia.
Il diretto concorrente di Knol sembra essere Wikipedia, che nei risultati di Google è sempre posizionata ai primissimi posti per qualsiasi ricerca. È legittimo quindi pensare che Google stia attaccando il monopolio del sapere online, open source e gratuito.
Ci sono almeno tre sostanziali differenze tra Knol e Wikipedia:
→ Gli articoli di Knol sono firmati, quindi l'autore di un articolo mette in gioco la propria autorevolezza (
c'è chi se l'è già giocata pubblicando la ricetta degli spaghetti al sugo...). Su Wikipedia è tutto rigorosamente anonimo.
→ L'autore può decidere se abilitare altri utenti a modificare i suoi pezzi. Chiunque può modificare una pagina di Wikipedia, è il principio fondamentale del
wiki.
→ Nella pagina di un articolo di Knol può comparire un annuncio pubblicitario (gestito in modo contestuale tramite AdSense). E i profitti generati da quell'annuncio vanno all'autore dell'articolo. Wikipedia è un'associazione senza fini di lucro, sulle sue pagine non c'è pubblicità.
→ Creare un articolo su Knol (un “knol” appunto) è facilissimo. Wikipedia ha un sistema di creazione e modifica delle pagine che fa paura anche all'utente “smanettone”.
Qual è quindi il vero scopo di Knol?
Fare della conoscenza un modello di business?
Sottrarre utenti e pagine viste a Wikipedia?
Vendere ancora più spazi pubblicitari?
Intanto l'archivio di Knol cresce e c'è da aspettarsi un incremento vertiginoso di collaborazioni.
Speriamo in qualcosa di più interessante delle ricette o dei
sistemi di stasamento del cesso (notare la pubblicità a destra).
tre considerazioni:
1) anche gli articoli - tutti gli articoli! - dell'Economist non sono firmati. Eppure, non sono male. Su wikipedia, questa garanzia non è del tipo "ma è scritto sull'Economist" bensì, del tipo "è stato modificato e rimodificato n volte e ci hanno litigato in tanti, quindi mi fido". Fino a quando la gente crede alla collaborazione, wikipedia funzionerà. A me spiace molto che non abbiano voluto mettere adsense, perchè adesso Google - very evil! - ha chiaramente deciso di distruggerli.
2) Knol è un network di nanopublishing (sic) sulle categorie su cui Google non ha abbastanza spazi da vendere, e i cessi e gli spurghi vanno benissimo. Sai quali sono le due categorie di annunci su pagine gialle che tirano di più? Le pompe funebri e gli spurghi, cioè le due cose su cui solito non chiedi consigli agli amici... ("ma sono bravi, quelli là che hanno fatto il funerale di tuo marito?").
3) dopo il nanopublishing, Google si dedicherà presto anche a fare siti di "arbitrage" che comprano adwords e rivendono adsense? Imbarazzante.