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04 febbraio 2008 14:00
Pare che gli editori di blog, quelle testate a metà tra il giornalistico e l'amatoriale, paghino i blogger circa 3 Euro a pezzo.

A me sembra un po' poco, al punto che pensavo fosse una leggenda metropolitana. Ma stando a quanto scriveva Dario Salvelli
Sikis
il mercato del nanopublishing non è proprio rose e fiori. La discussione è ripresa oggi nei commenti di Massimo Mantellini
Sikis
, e la cosa curiosa è che c'è chi dice che è una misera e c'è invece che dice che i blogger dovrebbero accontentarsi di molto meno.

Cercherò di approfondire la questione, magari anche con informazioni sulla situazione all'estero.

Intanto sospendo la lettura di nanoblog e simili.

Se avete informazioni al riguardo lasciatele nei commenti.
04 febbraio 2008 16:01
massimo moruzzi - http://www.dotcoma.it
se uno è così fesso da scrivere per 3 euro l'articolo - e non mi si dica che servono per campare, perchè con 3 euro per articolo campi solo se vivi in India - 3 euro per articolo è quello che si merita.
04 febbraio 2008 18:30
Mister Oz Mr. Oz
la tua posizione è estrema quindi mi piace. Spero davvero che le cose stiano diversamente.
Ho letto anche qualcuno fare i conti e sostenere che in un giorno un blogger può scrivere anche 10 pezzi e quindi gudagnare cifre interessanti...
04 febbraio 2008 22:57
Federico Fasce - http://kurai.eu
Io non ho voglia di fare nomi, ma è capitato che mi proponessero cose del genere. Gentilmente, ho declinato. Temo che purtroppo sia una pratica comune, soprattutto con la scusa del "farsi le ossa".
Mi sa che il nanopublishing può pagare solo se uno si tira su tutto da solo (e comunque deve avere un bel talento, eh).

05 febbraio 2008 11:18
Mister Oz Mr. Oz
Ciao Federico. Grazie per il tuo contributo. Quindi il problema esiste. Immagino anche io che la scusa sia quella del "farsi le ossa", che di per sè va anche bene, ma non quando diventa "levare la pelle", o "prendere per il culo", per restare in contesto anatomico...
05 febbraio 2008 11:59
Dario Salvelli - http://www.dariosalvelli.com
Ciao Alessio. Il problema è più che nella renumerazione nella creazione di contenuti, di qualità: si stanno creado dei cinesi nel settore dell' "online content", quelli che ci sono già tra i giornalisti della carta stampata ad esempio. Ognuno è libero di fare le scelte che vuole; a me piacerebbe fare una analisi seria sul mercato del nanopublishing anche in termini di numeri, di percezione dei contenuti da parte dei lettori.
05 febbraio 2008 12:21
Mister Oz Mr. Oz
Ciao Dario. Sai, se un editore ti paga 3 Euro è difficile che la qualità del pezzo ne giovi.
Non so quanto vengano pagati i blogger di MelaBlog, che è uno dei nanoblog che seguo piuttosto frequentemente, di certo la qualità dei loro pezzi non è granché (dipende molto da quale dei blogger scrive).
Temo che queste testate ci stiano abituando a un'informazione di qualità molto molto bassa, non sarà dovuto (anche) al fatto che i "cinesi" sono pagati poco?
(Disclaimer: non sto facendo congetture sulle retribuzioni specifiche di MelaBlog e Blogo.it)
05 febbraio 2008 12:51
Kiro - http://www.melamorsicata.it
La storia dei 3 euro a post è verissima. Ma di solito ci sono anche dei bonus se si raggiunge una soglia di post scritti.

Se non ci sta bene possiamo non scrivere? Verissimo, ma sapete quanto tempo ci mettono per sostituirci?

Onestamente non mi lamento. Certo non ci vivo con quei soldi, ma per mantenermi negli studi mi bastano.
05 febbraio 2008 13:03
Dario Salvelli - http://www.dariosalvelli.com
Esatto, era quello il mio discorso: con i nanopublishing con i quali collaboravo per altro c'era un discorso di qualità alla base, per questo mi sono stupido della loro reazione, credo siano gli unici che scrivano spunti interessenti e stimolanti. Ed invece nel post di Mantellini accusano me dicendomi che mi devo vergognare ed altro: insomma ci vuole un po di serietà si blatera sempre di socialità e condivisione di idee ma la chiusura mentale e la puzza sotto il naso tutta Italiana rimangono anche online. Cosa dovrebbero dire allora quelli di Blognation?
05 febbraio 2008 13:05
Mister Oz Mr. Oz
Ciao Kiro. Ti faccio qualche domanda: di che entità sono i bonus di cui parli? Quanti post scrivi al giorno?
05 febbraio 2008 13:24
Mister Oz Mr. Oz
Dario, dal tuo post mi sembra di capire che le testate per cui hai lavorato (poco o tanto non mi interessa) pagavano più di 3 Euro a pezzo. Che tu sappia, qual è la cifra media per un pezzo nel mondo del nanopublishing? Sono tanti i siti che pagano così poco?
05 febbraio 2008 15:12
Nemo
Prima di tutto è bene precisare: 3 euro, o quanto altro pagano, meno il 20% di ritenute fiscali (mi attengo alla genericità degli esempi, non ho nessuno in particolare a cui riferirmi).

Secondo punto: le lamentele dall'alto arrivano soprattutto sulla frequenza dei post ma mai sulla qualità degli stessi.

E' evidente che da un post su un blog di nanopublishing non ci si può aspettare gran che: notizie copiate e ribattute, spesso scarsa conoscenza della materia, verifica delle notizie e delle fonti opzionale...etc.

Per quanto si viene pagati e per il tempo dedicato, che viene fatto dichiarare nei contratti (per evidenti ragioni fiscali), viene quasi proibito di essere bravi ed impegnarsi.

Finché c'è chi accetta di farlo, ci sarà sempre chi lo propone, perché c'è anche chi legge.
3 euro è evidentemente il prezzo ed il valore che chi scrive da al proprio lavoro. Peccato che il valore aggiunto del proprio impegno contribuisce ai fatturati milionari di chi gestisce. E' il mercato.

La qualità costa soldi, tempo, passione, impegno.
Dario Salvelli ne ha parlato mettendo in evidenza un mondo sconosciuto a tantissimi.
E' da vergognarsi? Tutt'altro!
05 febbraio 2008 15:34
Mister Oz Mr. Oz
Nemo profeta in patria? Thanks for commenting. Pazzesco, le critiche che tu fai (e che in buona parte condivido) sono le stesse che gli abitanti della blogoserra muovono verso i giornalisti: "notizie copiate e ribattute, spesso scarsa conoscenza della materia, verifica delle notizie e delle fonti opzionale...etc"
05 febbraio 2008 17:59
Nemo
Non sono un giornalista ma sono uno che ha avuto esperienza nei blog, quindi ho avuto modo di vedere da vicino tutto questo.Non sono i blasoni che creano la qualità e l'autorevolezza, ma la fiducia che si guadagna sul campo. Del resto per strada incontri amici che dicono sempre boiate e quelli di cui ci si può fidare. Come li riconosci? Non certo dai titoli di studio o dal cognome che uno porta.
Dunque il problema non è essere giornalista o blogger :)

Il nanopublishing per forza di cose è fatto di mediocrità e approssimazione. Chi vale trova sicuramente di meglio, è così logico... Se uno vale dopo qualche mese di visibilità trova dove andare e lascia. Chi non va altrove è perchè non ha alternative.
Non venite a dirmi che siete tutti magnanimi, il meglio da anche miglior visibilità!
06 febbraio 2008 14:04
Federico Fasce - http://kurai.eu
Un momento. Il fatto è che il problema non è solo nel nanopublishing, ma spesso, purtroppo, esiste anche in realtà giornalistiche con una presenza web. Tutto vero quello che dite, ma occhio: se alle prime offerte decidi di lavorare gratis o per un tozzo di pane, diventa sempre più difficile essere pagati. Indipendentemente dalla bravura.
06 febbraio 2008 17:46
Mister Oz Mr. Oz
Giusto Federico, il problema non è solo del nanopublishing, e non è certo una novità che chi sscrive è spesso sottopagato.
Quello che mi stupisce è che testate nate negli ultimi anni, create da ggente ggiovane che dovrebbe avere una mentalità 2.0 (passatemelo) invece trattino così i collaboratori.
Quindi, se capisco bene, tu suggerisci di non accettare mai di lavorare gratis o per poco?
08 febbraio 2008 15:47
Dario Salvelli - http://www.dariosalvelli.com
@Mr.Oz: Non ti so dare un campione che sia così efficiente da rappresentare questo settore di mercato, come dicevo ci vorrebbero numeri ed analisi. Ringrazio Nemo e sono d'accordo con quanto ha detto (bisogna tra l'altro far notare che i "3" euro non sono netti): come dice Kurai poi come per tutti i lavori offline anche online si trasporta quella categoria dei malpagati, vuoi per scelte personali vuoi per quelle del business al quale si va incontro. Ho sviscerato comunque ciò che sapevo nel mio post.
28 aprile 2008 10:51
Secondo me
Secondo me dipende dal network. Non è vero che tutto il nanopublishing fa schifo o è superficiale. Adesso, su due piedi, mi viene in mente il blog Visti da Lontano, non so se il primo arrivato sarebbe capace di scrivere post del genere. Ho letto il profilo dell'autore e non credo nemmeno che uno con un curriculum come il suo si faccia pagare 3 euro a post. Credo che ci siano anche bonus per il traffico. A volte mi sembra che tanti che pontificano appartengano alla categoria delle volpi che disprezzano l'uva. Quanto al signor Salvelli ho letto il suo post e, da quel che ho capito, è stato "defenestrato" perchè non ha rispettato il suo contratto. No comment. Per finire: io sono sfigatello e mi farei pagare anche 0 per 6 mesi per riuscire ad entrare nel giro della RCS, non lo fanno anche gli stagisti o i praticanti?
19 marzo 2009 04:09
Io "riempio"
3 Euro??? Io "riempio" le pagine di un blog nano publishing per 1 euro a post. Mi serve per accumulare crediti formativi all'università.

Ero quasi riuscita ad entrare nel giro di un blog da 2 euro a pezzo: ci ho riflettuto un mesetto, poi mi sono decisa e - dopo essermi assicurata che ci fosse ancora posto - ho spedito un fax con contratto firmato; 2 ore dopo mi annunciano che le posizioni erano già state occupate (Cosa avrò sbagliato?).

Mi ricontattano mesi dopo proponendomi di far parte della schiera dei blogger da 1euro a post: questa volta, però, devo solo dare conferma - tanto loro la mia firma ce l'hanno, anche se su un contratto da nome e compenso diversi.

La mia attività? E'già stato detto: notizie copiate e ribattute.


11 maggio 2010 13:43
recenso - Recensioni à Go Go - http://recensioniagogo.blogspot.com/
Confermo, danno cifre basse. A me fecero una offerta max 3 pezzi al giorno, min 300 parole al pezzo, compensi da 1 a 2,5 euro. Una testata giornalistica ovviamente. Ovviamente rifiutai. Posso capite chi sta avviando un blog e non ha fondi ma qui si marcia parecchio. sapete perché alcuni a cettano? Perchè scrivere per una testata serve per ottenere la tesera da pubblicista. Questo era anche l'unico motivo per cui mi tentava. Ma a quelle tariffe, no, soprattutto non pezzi unici e originali.














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