C'è una battaglia tra giornalisti e blogger che dura da quando esistono i blog.
Il pomo della discordia di questa lotta è molto semplice: lo scontro tra
passione e professione.
I giornalisti scrivono per professione (e alcuni anche per passione).
I blogger invece scrivono per passione (e pochi per professione).
Quando una categoria pesta i piedi all'altra son
scintille.
La quasi totalità del mondo non ne sa nulla, ma per chi vive nella piccola parte emersa dell'iceberg è una battaglia che fa notizia tutti i giorni. Per ogni giornalista che tocca un argomento in modo superficiale, ci sono decine o centinaia di appassionati che quell'argomento lo conoscono in ogni dettaglio, e non tollerano approssimazioni.
Ultimamente il
confine tra le
due fazioni si sta facendo sempre più sottile e sfumato. Quasi tutte le testate giornalistiche online hanno inserito nel loro
sommario i blog, ci sono quindi
giornalisti che scrivono blog istituzionali. Ma ci sono anche
giornalisti che scrivono blog personali. I primi devono però mediare, nei loro articoli/post, tra ciò che
vorrebbero scrivere e ciò che
possono scrivere.
La principale differenza tra giornalisti e blogger è infatti questa: i blogger, se vogliono, possono
dire la verità (o almeno quella che credono sia la verità). I giornalisti possono farlo solo se la verità non fa male a qualcuno.
Se l'argomento trattato è la politica, allora i giornalisti si sbilanciano con maggior coraggio. Ma se l'argomento ha a che fare con il mondo del business, allora il terreno diventa minato, l'ufficio
marketing scende in campo,
chi si sbilancia spesso cade,
qualcuno poi deve correre ai ripari e
la verità è costretta a tacere.
La battaglia è stata descritta in un recente incontro dal giornalista/blogger
Marco Montemagno con una vignetta:
davanti al castello dei Media tradizionali i blogger protestano, vogliono la verità e vogliono i fatti.
È di ieri la notizia di una
breccia nel muro del castello. Il
Corriere Della Sera online, attraverso il blog del Direttore Marco Pratellesi,
fa pubblica ammenda per aver pubblicato una
gallery di divertenti fotomontaggi realizzati da un
blogger italiano, senza citare la fonte. E il post di Pratellesi è stato ripreso anche nella homepage del Corriere, attirando i clic di chi (praticamente tutti) di questa vicenda era all'oscuro.
La più importante testata giornalistica italiana ha
ascoltato le voci dei blogger, ha corretto i propri errori ed ha pure chiesto scusa.
Sono lontani i tempi in cui
i giornalisti odiavano i blog; più che una guerra tra fazioni nemiche sembra una
discussione tra nonni e nipoti. Sedute a tavola davanti a un piatto di spaghetti, due generazioni lontane anni luce eppure legate in modo inscindibile, sembrano scontrarsi all'ultimo sangue, ma a ben vedere si rispettano, si ammirano e si invidiano a vicenda.
Speriamo che quelli dell'ufficio marketing ne restino fuori.
Chissà se i blogger italiani riusciranno a farsi ascoltare anche con questa richiesta di invasione.