Oggi siamo andati in delegazione allo
IAB Forum 2007 Comunicazione Interattiva.
Il tema del convegno, alla sua seconda edizione, è la pubblicità su internet. Semplificando si può dire che IAB Italia ha creato un incontro tra Aziende che investono in pubblicità e Aziende che vendono spazi pubblicitari su internet.
IAB (Interactive Advertising Bureau) Italia è un'associazione che ha il compito di organizzare il mercato del marketing sul web italiano.
Si potrebbe quindi dire che l'evento è stato creato per fare
marketing del marketing.
Da un lato quindi c'erano le Aziende che vendono o gestiscono spazi pubblicitari sul web, cioè i Motori di Ricerca, le Web Agencies, i siti di news, i portali verticali o orizzontali, i nano o non-nano blog, le SEO Agencies, le SEM Agencies, le Advertising Agencies, e chi più ne ha...
Dall'altro lato le Aziende, di qualsiasi settore merceolgico dalla FIAT a Procter&Gamble, che su invito di IAB Italia hanno mandato i loro Marketing Manager a schiarirsi le idee.
Spaesati.
Questa è la parola che meglio descrive questi Dinosauri di fronte a chi tenta di convincerli che l'anno prossimo devono alzare i budget. E perché dovrebbero farlo?
“Perché è una figata”, parole di Giorgio Brenna, Presidente del Gruppo Leo Burnett, uno dei colossi dell'advertising mondiale. Agghiacciante.
Ma vediamo in ordine sparso altre frasi degne di nota, perché è nelle parole di chi vi ha pertecipato attivamente che meglio si definisce un Forum...
“La pubblicità è il motore del Web 2.0.”
- Elserino Piol, uno dei venture capitalist più importanti del paese (che è uno che ci capisce di Web lo si vede dal
sito della sua società...)
Signor Piol, il motore del Web 2.0 è l'impegno degli internauti che l'hanno creato. La pubblicità sta al Web 2.0 come un volantino infilato sotto al tergicristalli sta all'industria dell'automobile.
“Sul Wi-Max tocco ferro (...) la prova del budino l'avremo solo mangiandolo.”
“Sulla Net Neutrality userei una cauta neutralità.”
- Ministro delle Comunicazioni, Onorevle Paolo Gentiloni
Un uomo di polso, nevvero? A onore del vero ha detto anche “La Rete deve diventare un diritto, come la luce, l'acqua o il gas”, sacrosanto, e poco dopo ha detto anche “Le reti mobili stanno facendo passi avanti”, brillante.
“Il 50% del tempo trascorso su internet è all'interno dell'orario di lavoro”
- Enrico Gasperini, Presidente Audiweb
Ora, i casi sono due: o stiamo parlando di gente che sta in internet per lavoro o stiamo parlando di cazzeggio (scusate il francesismo), sarà furbo far notare alle Aziende restie a investire che c'è qualcosa che non va?
“Ho fatto una proiezione sul 2008, ma si tratta di numeri Ad Minchiam”
- Roberto Binaghi, Direttore Centro Studi AssoComunicazione
Un genio. La sua presentazione è stata chiara ed essenziale. In pochi minuti ha piazzato nella testa di chi lo ascoltava tre o quattro concetti perfettamente comprensibili e pure utili. La sua definizione “Le aziende su internet per ora piluccano come all'aperitivo” è stata citata da tutti quelli che hanno parlato dopo di lui.
Se fossi il dirigente di un'azienda che non ha le idee chiare su come muoversi nel web lo assumerei. Prima che lo faccia qualcun altro.
“Nei nostri ristoranti”
- Luca Bon, Presidente Marketing & Comunicazione McDonald's
Niente di strano, senonché detto da uno che lavora per una catena di fast food ha un sapore un po' amaro, almeno per me che sono il loro peggior cliente.
“Supremo Vertice Aziendale”
- Lamberto Dolci, Responsabile Immagine e Pubblicità ENI
Nell'era dell'User Generated Content espressioni come questa, di fantozziana memoria, stonano. Parecchio.
“Vi leggo qualche divertente scambio scritto dai nostri clienti sul nostro sito”
- Giovanni Chiarelli, Responsabile Area Commerciale e Marketing Linear Assicurazioni
Li ha letti veramente. Il pubblico ha riso e ha capito. Bravo, questo è il modo giusto per spiegare cos'è il web oggi.
“Il banner è morto”
- Massimo Martini, Amministratore Delegato Yahoo! Italia
Qualcuno dica a Martini che il suo sito è pieno di cadaveri. Aggiungo che questo parlare per slogan campati per aria è il modo migliore per confondere definitivamente le idee ha chi le ha già confuse.
“La tecnologia crea complessità. Ma la tecnologia può anche semplificare le cose. Guardate Google, una pagina bianca dietro cui si nasconde la tecnologia complessa”
- Massimiliano Magrini, Country Manager Google Italia
Cristallino. Bravo.
“Spiegatemi le cose in modo semplice, parlate chiaro, perché io non capisco nulla”
- Taide Guajardo, Direttore Media & Comunicazione Europa Occidentale Procter&Gamble
Invece lei ha capito tutto. Non ci si capisce nulla.
Ebbene? Cosa propongono alle Aziende così desiderose (nessuna ha previsto un budget 2008 superiore al 10% dell'investimento totale in pubblicità) di investire sul web? Quali sono le strategie? Le soluzioni?
Qui gli “operatori del settore” hanno vacillato.
C'è chi ha detto che bisogna mettere al centro il cliente. Perché prima chi era al centro dell'attenzione dell'azienda? Qualcuno dirà che prima al centro delle attenzioni di un'Azienda c'era il profitto. Balle dico io, questo succedeva e succederà sempre, questa distinzione è sempre esistita, con tutto ciò il web non c'entra nulla.
C'è chi ha detto che bisogna puntare tutte le fiches sul passaparola, o word-of-mouth che fa più web e anche yeah. Ma perché, prima la gente non si dava consigli a vicenda? Prima lo si faceva al bar, adesso lo si fa su un forum, e anora al bar, ché gli aperitivi sui forum non sono granché.
C'è chi ha detto che bisogna puntare sulle persone, fuori e dentro all'Azienda. Bene, bello, ci sto, assumiamo Binaghi e diamo del “tu” ai nostri Clienti, e poi?
Posso permettermi di dare un suggerimento alle Aziende? Non sono un guru di nulla, tantomeno di marketing, ma ci provo lo stesso.
Carissime (in tutti i sensi) Aziende,
la miglior strategia che potete applicare alle vostre operazioni di marketing è:
fare prodotti migliori e dire meno balle. Il web poi vien da sè.
Avete visto cosa è successo alle case discografiche? Erano potentissime. Ma troppo avide. Stanno sparendo.
Avete visto
cosa hanno fatto i Radiohead? Hanno scavalcato la loro etichetta e hanno messo in vendita il nuovo disco sul loro sito, senza intermediari; e il prezzo lo scelgono gli utenti!
Provate ad immaginare lo stesso metodo applicato ai vostri biscotti, alle vostre creme, alle vostre polizze...
La riconoscete una rivoluzione quando è già scoppiata?
“The deer now have guns” (Il cervo ora ha il fucile)
- Nigel Morris, CEO Isobar
Non esprimo giudizi sullo IAB perchè sono anni che mi invitano, e anni che rifiuto, proprio perchè la paura di trovarmi di fronte a fuffa, fuffa e fuffa è per me sempre stata una certezza, come testimonia d'altronde il tuo post. Non sono fatto per stringere mani a gente che sorride in CPM e ti parla a CLICK, ma ti chiede di investire i tuoi soldi in REVENUE SHARE.