Il sito del Corriere della Sera non è mai stato all'avanguardia dal punto di vista tecnologico.
Non discuto la qualità degli articoli, che può essere valutata soggettivamente; il problema di cui parlo è oggettivo:
per quanto riguarda la tecnologia corriere.it insegue, da sempre, la concorrenza; e spesso fa qualche passo falso.
Come la deludente ricerca dell'archivio storico, che oltre ad essere mal congegnata restituisce spesso
articoli impaginati male e senza immagini1.
O come i commenti agli articoli (alcuni),
annunciati dal direttore Marco Pratellesi in occasione del restyling di ottobre scorso e mai visti.
L'ultima novità, fresca di pochi giorni, è che
i feed dei blog del Corriere non sono più completi
2.
Questo significa che chi legge i blog di via Solferino attraverso un aggregatore, per esempio Google Reader, ora vede solo il titolo del post. Per leggere il testo deve cliccare sul titolo e andare sul sito. Prima invece si poteva leggere tutto il testo comodamente nell'aggregatore. Ora non c'è più nulla, nemmeno un abstract per invogliare il lettore.
Qual è il motivo di questa
scelta anacronistica e in controtendenza?
Perché i blog di Le Monde (uno a caso) hanno i feed completi, con tanto di immagini e didascalie, mentre i blog del Corriere hanno feed incompleti e quindi pressoché inutili?
Ma soprattutto, perché i feed erano completi fino a qualche giorno fa, e ora sono stati “potati”? È cosa nota che
togliere un servizio è un errore.
Io un'idea ce l'ho. Questa scelta sbagliata dimostra alcune cose.
La Redazione del Corriere online vuole
aumentare il numero di visitatori che passano sul sito. Anche a discapito della qualità del servizio offerto al lettore; il numero di pagine viste è per loro più importante dell'offerta di molteplici possibilità di accesso alle informazioni.
Non hanno ancora compreso i meccanismi che stanno cambiando l'informazione online, che deve essere facilmente
raggiungibile e “portabile”.
Non hanno tenuto conto del numero di lettori che accedono alle informazioni dal
telefono cellulare, attraverso un aggregatore
3.
Non hanno capito che i criteri di valutazione del successo di un sito stanno cambiando rapidamente. “Pagine viste” e “Visitatori unici” sono
indici poco attendibili, perché sono approssimativi e non fotografano il reale utilizzo del sito.
“Tempo medio sul sito”, “Frequenza di rimbalzo”, “Numero iscritti al feed” sono invece parametri su cui già adesso vengono
valutati qualitativamente i siti.
Ma evidentemente al Corriere hanno più a cuore la quantità della qualità. E questo mi fa pensare che la scelta non sia nata nella Redazione, ma
in un altro ufficio, dove fare quantità è l'unico obiettivo.
1 - Per non parlare di quanto sarebbe utile il pdf/scan della pagina originale...
2 - È invece ancora completo quello delle
notizie dell'ultima ora ed è parzialmente completo quello delle
notizie di prima pagina anche se non è chiaro come è organizzato.
3 - Se Google ha realizzato la versione mobile di Google Reader un motivo ci sarà...