Il principale pregio dell'iPhone è la facilità d'uso.
Nella confezione non c'è il manuale con le istruzioni, ma un piccolo depliant, che in una manciata di illustrazioni spiega le funzioni di base.
Datelo a un bambino (uno di quelli normali, non uno nato con la playstation nella culla) e in dieci minuti lo saprà usare.
Datelo ad un anziano (un nonno di quelli veri, mica uno di quelli che scrive un blog) e non vi disturberà mai per chiedervi come si risponde a una telefonata.
La maggior parte dei gadget tecnologici che ci circondano sono complessi. Bisogna imparare ad usarli, e a volte ci vuole del tempo per imparare. Ci sono telecomandi che sembrano i quadri di comando di una centrale nucleare. Lettori DVD con i tasti nascosti nei punti più impensabili. "Smart"phones con interfacce lente e incomprensibili comandate da un bastoncino. È una guerra, tra il desiderio di voler sfruttare una tecnologia e la dura realtà della complessità dei dispositivi che ci offrono quella tecnologia. Prendete il computer per esempio. Lo usiamo e malediciamo quotidianamente, in un rapporto di amore e odio cui tutti rinuncerebbero.
iPhone è un trattato di pace tra l'uomo e la tecnologia.
Non per niente sembra un oggetto che viene dal futuro; perché di oggetti così non siamo abituati a vederne. La semplicità non è un attributo della attuale tecnologia, ma di quella che vorremmo. Solo con strumenti come questo potremo utilizzare a pieno ciò che la tecnologia ci offre.
Gli ingredienti sono pochi: Tecnologia, bellezza e semplicità. La ricetta è semplice, ma pochi sanno realizzarla.
Dopo circa quattro mesi di felice utilizzo mi accingevo a fare un punto della situazione sull'iPhone, quando Luca Sofri mi soffia il post.
Scherzi a parte, approfitto della
lista di pro e contro dell'iPhone che Luca ha pubblicato sul suo Wittgenstein, per aggiungere qualcosa e fare il mio punto.
Per una lista di difetti vi rimando al mio post
I difetti dell'iPhone.
Ecco i punti di Luca e le mie risposte/osservazioni:
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